L'ultimo viaggio di Francesco. Da Nocera ad Assisi


Due anni dopo aver ricevuto le stimmate, S. Francesco debole e infermo, si era recato a Siena in cerca d'una cura atta a guarire la sua cecità, ma intervenendo ulteriori complicazioni, da Siena partì per ritornare verso le più familiari contrade umbre.
Raggiunse dapprima Cortona, dove fu costretto a fermarsi nell'eremo delle Celle e poi, visto che l'estate era ormai al suo culmine l'aria si faceva irrespirabile data la vicinanza delle paludi della Val di Chiana, si spinse in cerca d'un clima più salubre a Bagnara a poca distanza da Nocera Umbra.

Lì non rimase a lungo, infatti, gli abitanti d'Assisi, preoccupati di riportare in patria Francesco ormai morente, inviarono una scorta di cavalieri ed egli, sul finire dell'estate fece ritorno ad Assisi attraverso il difficile ma sicuro sentiero montano che si snoda per Bagnara-Nocera Umbra-Rocca di Postignano-Satriano-Costa di Trex (già Costa tre Chiese).

Questo sentiero, che attraversa luoghi di rilevante interesse naturalistico, ripercorre per lunghi tratti il viaggio compiuto da San Francesco che morente rientrava ad Assisi da Nocera Umbra.

il sentiero francescano

Si esce da Assisi passando per Porta Cappuccini (469 m di quota), si prende a sinistra un viale di cipressi comuni che fiancheggia le vecchie mura e raggiunge la Rocca Minore ed un’area di sosta attrezzata con tavolini e panche. Si supera una fontanella e poco oltre si lascia la pista sterrata per voltare a sinistra. Si entra in un rimboschimento misto di conifere e latifoglie, notando nel sottobosco l’abbondanza di cespugli di bosso. Dove il bosco si dirada si può scorgere la valle del fiume Tescio, il Col Caprile e le altre colline situate subito a nord di Assisi.

Si oltrepassa il perimetro di una cava di pietra in fase di recupero, si cammina all’interno di un bosco misto di carpino nero ed orniello e si raggiunge nei pressi della località Costa di Trex la strada provinciale n° 249 Assisi-Spello.

Dopo 1,4 km, dove il sentiero 61 sale ai prati sommitali del M.Subasio, si lascia la strada asfaltata. Da Col Cacione si scende nel fosso Marchetto, si attraversa il ponte omonimo (un tempo chiamato pons Luporum, ponte dei Lupi) e si risale il corso d’acqua fino al trivio con il fosso Cavaliero che proviene da Armenzano e il Caviato che scende dalle Montarelle. Qui si possono osservare i profondi canyon che l’acqua nel corso del tempo ha scavato nella scaglia cinerea. Lungo il fosso sono presenti boschetti ripariali a salice bianco, salice ripaiolo e pioppo bianco mentre i versanti assolati sono occupati dalla roverella che viene sostituita dove l’erosione e la pendenza sono maggiori dai bassi cespugli di cornetta minima ed astragalo rosato. Tra gli uccelli che frequentano quest’area, interesse anche per la presenza di una piccola cerreta, ricordiamo il martin pescatore ed il picchio verde.

Lasciato il fosso Caviato il sentiero prosegue salendo attraverso pascoli, seminativi, boschi di roverella ed arbusteti di ginepro comune, ginestra odorosa ed agazzino per arrivare nei pressi del Montarone (795 m di quota) dove volgendo lo sguardo si può osservare il versante orientale del Monte Subasio e la Rocca di Assisi. Si incontra la strada sterrata che sale da Pian della Pieve e la si percorre per 1,5 km fino ad arrivare ad un bivio.

La pista a destra conduce nel luogo in cui sorgeva il castello di Satriano, dove venne accolto S.Francesco con i cavalieri che lo riportavano morente ad Assisi. Il castello fu distrutto durante gli scontri tra i Guelfi ed i Ghibellini di Assisi all’inizio del XIV secolo e sopra i resti fu costruita una piccola cappella in occasione del settimo centenario della morte del Santo. Da allora tutti gli anni nella seconda domenica di settembre si svolge una manifestazione che ne rievoca il viaggio di ritorno da Nocera Umbra.

Il sentiero prosegue attraversando pascoli, cerrete e boschi di carpino nero ed orniello, esce dal parco, raggiunge a quota 778 m. i ruderi della Rocca di Postignano e dopo 3,5 km Nocera Umbra Scalo.

Da Nocera Scalo si raggiunge il Centro Storico e si prosegue per Casebasse, verso la Romita ed infine a Bagnara, ove secondo le fonti storiche si fermò Francesco nell'estate del 1226.